La “rivincita” della farina

Causa lockdown, tutti a casa a fare pane, pizza e pasta fresca. L’epidemia da coronavirus ha contribuito, se non a nobilitarla, a ridimensionare o a spazzare via
alcuni pregiudizi sulla farina di grano che, nel corso degli anni, l’avevano impropriamente inserita nell’elenco degli alimenti il cui consumo appariva dannoso per la salute dei consumatori, seguendo il filone sostenuto dalle diete low carb. Una notizia falsa, smentita da medici e nutrizionisti, tuttavia di appeal verso coloro che, sensibili a una certa disinformazione, avevano iniziato a non metterla più nel carrello della spesa.

LA FARINA SI È RIPRESA IL RUOLO CHE LE SPETTA
Questa “attenzione” era rivolta soprattutto nei confronti della farina bianca che, dal 2010, per via di una a dir poco fantasiosa esternazione di un signore diventato successivamente l’icona di un manipolo di presunti salutisti, era ormai salita, senza volerlo e senza far nulla per arrivarci, sul gradino più alto nella gerarchia dei “veleni” inventati dall’uomo. Con la pandemia il prodotto principe dell’Arte bianca è tornato in voga, protagonista assoluto degli acquisti da parte dei consumatori (tra i quali, molto probabilmente, si nascondevano anche numerosi e temporaneamente pentiti seguaci del “guru” salutista). Mai prima d’ora gli scaffali si erano svuotati così in fretta.

 

LA MOLITURA MODERNA UNISCE TRADIZIONE E INNOVAZIONE
Ed ecco che la tanto bistrattata farina si è ripresa il ruolo che ha sempre avuto nella storia dell’Occidente: quello di ingrediente dal quale derivano prodotti alla base della nostra alimentazione. E ha così riacquistato una dignità che sembrava persa.

Questa “rivincita” non si è però tradotta in un aumento dei prezzi che, infatti, hanno subito variazioni marginali, riconducibili solo ai maggiori oneri, trasporti e imballaggi in primis, sostenuti dopo l’avvio dell’emergenza. Ma si è concretizzata “nell’animo del consumatore”, che è tornato a considerarla quello che realmente è: un prodotto ottenuto dalla semplice macinazione del grano, attraverso un processo rimasto inalterato nel corso dei secoli pur avvalendosi, oggi, delle più avanzate tecnologie.

Un ingrediente senza il quale il pane, ovvero l’alimento che porta con sé memorie, valori simbolici, tradizioni, non sarebbe stato sulle nostre tavole in un momento drammatico come questo.

 Cosimo De Sortis

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